Studi bartoliani

GALLIANO CRINELLA
Premessa

Siamo al terzo volume sui sassoferratesi illustri che ci proietta molto indietro nella storia, ai secoli XVI – XVII – XVIII, e fornisce un sintetico, essenziale ma utile profilo di tre sentinati che meritano grande attenzione. Le tre valenti figure sono quelle di Vittorio Merolli, Giovan Battista Salvi e Mons. Lorenzo Parigini, che ci sono state presentate in altrettanti incontri tenutisi a Sassoferrato nel novembre 2022, organizzati dall’Istituto internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato” con il patrocinio del Comune di Sassoferrato. Nei tre incontri è stato illustrato il pregevole lavoro di ricerca di Rosalba Righi, Francesco Fantini e Sergio Pretelli che ora potrà essere apprezzato anche dai lettori del volume. La conoscenza del Merolli e di Mons. Perugini non è così ampia e documentata come quella del Salvi, a cui la città dedica, dal 1951, la storica Rassegna d’arte, giunta alla settantaduesima edizione. Senza dimenticare la grande Mostra Il Sassoferrato, La devota bellezza, tenutasi nell’estate 2017, curata da Francois Macé de Lépinay con un bel Catalogo edito da Silvana Editoriale. Vittorio Merolli come riporta Nicoletta Severini nella sua importante monografia fu medico prediletto, cameriere segreto e familiare del Pontefice Paolo V. Mons. Lorenzo Parigini, originario di Coldellanoce, “terra forte e gentile di Sassoferrato”, fu vescovo di Urbania e Sant’Angelo in Vado dal 1883 al 1848, un compito pastorale che seppe tenere con grande autorevolezza e prestigio.

Istituto internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato”
Il Formichiere editore
2024

GALLIANO CRINELLA
Premessa

Si raccolgono qui gli Atti del Seminario internazionale sul tema: Il De insigniis et armis di Bartolo da Sassoferrato: dalla sapienza civile all’umanesimo giuridico, promosso ed organizzato dall’Istituto internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato”, in collaborazione con il Comune di Sassoferrato. Il Seminario si è tenuto in Sassoferrato, presso la Sala Consiliare, nei giorni 29 e 30 ottobre 2021. Era dedicato al magistrato sassoferratese Dario Razzi, deceduto nell’ottobre 2020 e già membro autorevole del Comitato scientifico dell’Istituto oltreché curatore di importanti edizioni dei Trattati politici bartoliani presso l’editore folignate “Il Formichiere”. Lo ricordiamo con profonda stima e anche questo volume vuol essere un omaggio all’illustre magistrato scomparso. Nella prima sessione, presieduta da Dario Mantovani (Collège de France, Parigi), le relazioni erano state di Diego Quaglioni, Ferdinando Mazzarella e Franco Mariani e, nella seconda, presieduta da Italo Birocchi (Università di Roma “La Sapienza”), di Susanne Lepsius e Maria Alessandra Panzanelli Fratoni. Le conclusioni erano state affidate a Ferdinando Treggiari (Università di Perugia). In Appendice pubblichiamo una nuova edizione del Trattato bartoliano sulle insegne e sugli stemmi, scritto nel 1355-57 e pubblicato postumo nel 1358, corredata di importanti note esplicative di Diego Quaglioni e accompagnata da un’accurata traduzione italiana ad opera di Attilio Turrioni. Il testo latino riprende l’ottima edizione approntata nel 1994 da Osvaldo Cavallar, Susanne Degenring Lepsius e Julius Kirshner per gli «Studies in Comparative Legal History» della Robbins Collection, a Berkeley.

Istituto internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato”
Il Formichiere editore
2023

GALLIANO CRINELLA
Prefazione

Questo volume, dedicato ai sentinati che hanno vissuto e operato nel corso del XX secolo, nell’ideale percorso dei sassoferratesi ‘illustri che l’Istituto sta presentando con le necessarie annotazioni biografiche e culturali, costituisce il prosieguo del precedente testo incentrato sui secoli XIV, XV e XVI. Vorrei dire che alcune di queste figure le abbiamo conosciute e così si tratta anche, ad un tempo, di un ricordare, vale a dire, nel suo significato che pure ci preme, un riportare al cuore (cum cordis), essendo convinti, come affermava Giorgio Pasquali che chi non ricorda non vive, che non si può vivere smemorati. Nel volume i sentinati sono disposti in modo ‘cronologico’, vale a dire a partire dalla loro data di nascita. Poi ai secoli intermedi dedicheremo quest’anno un altro ciclo, più contenuto, di conversazioni. Dobbiamo far osservare che, anche relativamente al sec. XX, non siamo in grado di dar conto di tutte le figure che avrebbero sicuramente meritato spazio e attenzioni. Intanto abbiamo aperto un’indagine, con alcune figure autorevoli, che tuttavia potrà essere arricchita, e potremmo farlo anche noi qualora fossimo in condizione di farlo. C’è un lavoro di ricerca da fare, l’analisi di esperienze e professionalità che richiedono competenza, tempo e volontà. Il cantiere è aperto e tutti potranno lavorarci con impegno e rigore. Sul piano sociale ed economico, il Novecento è stato per la città di Sassoferrato, un secolo ricco di avvenimenti, controverso. Fino agli anni ’50 un’azienda mineraria tra le più grandi e importanti d’Europa, la Miniera di Cabernardi e Percozzone della Società Montecantini, ha portato benessere e sviluppo all’intero territorio, poi con la crisi e la chiusura si sono determinati un impoverimento, una grave perdita di posti di lavoro ed un progressivo, radicale calo demografico. Ma contemporanei alla chiusura del polo minerario, negli anni sessanta, sono la nascita dell’azienda Calzaturiera “Vainer” e lo sviluppo, nel fabrianese, delle Industrie Merloni insieme con il distretto delle cappe d’aspirazione che hanno restituito lavoro e prosperità anche al territorio sentinate.

Istituto internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato”
Il Formichiere editore
2022

GALLIANO CRINELLA
Prefazione

Raccogliamo in questo volume gli scritti presentati e discussi nel ciclo di conversazioni sul tema: “Il Chi è? Sentinate – ‘300-‘400-‘500”, che si è tenuto a Sassoferrato nel periodo di ottobre/novembre 2019, promosso ed organizzato dall’Istituto internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato” con il patrocinio del Comune di Sassoferrato. Sei saggi per altrettanti profili di alcune grandi figure, alle quali la città ha dato i natali, vissute in quel periodo floridissimo della nostra vita culturale. Redatti da un gruppo di autorevoli studiosi, ad iniziare dagli accademici Diego Quaglioni e Guido Arbizzoni, i loro testi sono qui disposti in ordine cronologico. Ringrazio tutti loro, a nome dell’Istituto internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato”, per l’impegno che hanno messo nelle loro ricerche e per averci consegnato un importante contributo di maggiore conoscenza del nostro passato del quale dovremmo essere giustamente orgogliosi. Ai sei scritti che nascono dagli incontri pubblici tenuti nella Sala Convegni di Palazzo Oliva, abbiamo aggiunto un testo di Sesto Prete che si sofferma su taluni aspetti della vita e degli studi del grande umanista Niccolò Perotti, figura che ha ispirato un’iniziativa di altissimo valore scientifico, quali sono stati, per trentasette anni, dal 1980 al 2016, i Congressi internazionali di Studi Umanistici, ai quali hanno partecipato i maggiori studiosi dell’umanesimo storico, italiani, europei ed extra europei, e che hanno fatto parlare per lunghi anni di Sassoferrato come della “cittadella dell’umanesimo”. Un grande lavoro che non è andato perduto, dal momento che disponiamo di trentasette fascicoli della rivista “Studi Umanistici Piceni”, uno per ogni Congresso, in cui sono confluite tutte le numerosissime relazioni e comunicazioni. I Congressi hanno caratterizzato, insieme ad altri eventi, la vivacità, le invenzioni culturali e le abilità organizzative di Sassoferrato, un traguardo reso possibile dall’opera infaticabile dell’indimenticato Padre Stefano Trojani, che è presente nel volume con un suo breve e appassionato scritto di molti anni fa.

Istituto internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato”
Edizioni QattroVenti
2020

MAURIZIO GRECI
Sindaco di Sassoferrato
Indirizzo di saluto

Sono ben lieto di poter salutare con parole di plauso il volume di “Studi bartoliani” sul “De Tyranno”, un classico della teoria politico-giuridica medioevale che ha avuto notevole influenza sulle dottrine della modernità e della civiltà giuridica europea, ed è studiato ancora oggi nelle Università e negli Istituti di formazione e di ricerca. Tiranno è colui che usa il potere contro il diritto e dunque la tirannide è un regime antigiuridico per definizione. Bartolo definisce con chiarezza e con grande efficacia le forme della perversione del potere legittimo, cristallizzando in un paradigma rigoroso la figura del tiranno, di ogni tiranno. Nel volume sono presenti contributi di autorevolissimi studiosi ed operatori del diritto e sono certo che le loro puntuali ricerche troveranno l’apprezzamento che meritano nella ricerca e nelle sedi accademiche e scientifiche. In Appendice il volume pubblica l’edizione originale e la traduzione italiana del Trattato. La nostra comunità deve essere orgogliosa di aver dato i natali ad una così grande figura di studioso e di consulente, ai più alti livelli, per l’applicazione delle norme giuridiche. Ne consegue che non possiamo non considerare con interesse e con grande favore l’attenzione che l’Istituto internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato” riserva al nostro giurista, uno dei più grandi di tutti i tempi e di tutti i paesi, con iniziative di vario tipo, non ultime quelle editoriali. Ritengo che sia molto importante tener viva la memoria delle nostre autorevolissime tradizioni culturali, espresse nel corso dei secoli nei più diversi settori. Il mio auspicio è che l’impegno per una più approfondita conoscenza della figura e dell’opera di Bartolo e per la sua valorizzazione possa continuare, con altrettanto rigore e fecondità, nel prossimo futuro.

Istituto internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato”
Edizioni QattroVenti
2020

GALLIANO CRINELLA
Premessa

La Collana di “Studi bartoliani” si arricchisce di un nuovo volume, curato da Ferdinando Treggiari, in cui sono raccolti gli Atti della giornata di studio in ricordo di Severino Caprioli, tenutasi a Perugia nel maggio 2017, con la presentazione di Diego Quaglioni che voglio ringraziare per la preziosa collaborazione e per la disponibilità con cui segue le attività dell’Istituto. La Collana intende anche stimolare itinerari di ricerca e di conoscenza e, se possibile, contribuire ad una rinnovata stagione di studi e di interpretazioni attorno all’ampia e complessa opera del massimo giurista dell’età medioevale. Mi piace ricordare qui anche le recenti traduzioni italiane di tre importanti Trattati bartoliani: Il De Tyranno (Trattato sulla tirannide), il Tractatus de Regimine Civitatis (Trattato sulle Costituzioni politiche), il Tractatus De Guelphis et Gebellinis (Trattato sui Partiti), ad opera dell’editrice umbra “Il Formichiere”, pubblicati nella Collana “Piccola biblioteca  del pensiero giuridico medioevale e moderno”, diretta da Diego Quaglioni. Le traduzioni sono di Attilio Turrioni e la cura dei volumi è di Dario Razzi, Sostituto Procuratore  Generale presso la Corte d’Appello di Perugia. Ricordo che l’Istituto “Bartolo da Sassoferrato” sentinate ha organizzato, nel corso del 2018, un’esposizione delle cinquecentine bartoliane conservate  nella Biblioteca Comunale di Sassoferrato e che si è tenuta a Palazzo degli Scalzi, che aveva l’obiettivo di richiamare la fortuna editoriale che incontrarono le opere di Bartolo, ritenute tra quelle a maggiore stampa e diffusione nel Quattrocento e nel Cinquecento. Nei prossimi anni vorremmo portare altri contributi volti a far maggiormente luce sugli aspetti fondamentali della sua opera la qual cosa potrà sicuramente essere utile  ad una migliore comprensione del formarsi degli istituti giuridici continentali, fattore decisivo nella faticosa ma progressiva costruzione del mondo umano della storia.

Istituto internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato”
Edizioni QattroVenti
2018

GALLIANO CRINELLA
Premessa

Con questo volume, l’Istituto internazionale di Studi Piceni che nel 2014, in occasione del sessantesimo di fondazione, ha acquisito la denominazione di Istituto internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato”, intende, insieme con il Comune di Sassoferrato, dare il suo proprio contributo alle iniziative per il settimo centenario della nascita dell’insigne giurista. Vi sono raccolti i testi delle relazioni tenute nel XXXIV (2013) e XXXV (2014) Congresso internazionale di Studi Umanistici, evento di riconosciuto valore culturale e scientifico nel campo degli studi sull’umanesimo classico. Il volume, che inaugura la Collana di “Studi bartoliani”, è pubblicato in coedizione con l’editrice urbinate QuattroVenti ed è curato da Victor Crescenzi e Giovanni Rossi ai quali va il più sincero ringraziamento. Il ringraziamento va esteso a Manuel Fiori che ha redatto l’indice dei nomi. Con questa iniziativa editoriale intendiamo riprendere e sviluppare, per quanto sarà possibile, il progetto e gli obiettivi dell’Istituto Giuridico “Bartolo da Sassoferrato”, costituito, nel 1994, per iniziativa del Comune di Sassoferrato in collaborazione con l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo e il Prof. Giovanni Polara. Prima della sua chiusura, avvenuta nel 2008, l’Istituto aveva curato per il “Cigno Galileo Galilei – Edizioni di Arte e di Scienza”, nel 1998, l’edizione anastatica dei Commentaria. Opera completa di Bartolo nella versione fornita dalle Additiones  del Diplovatazio conservata nell’Università degli Studi di Pavia. Ed aveva anche curato, sempre nel 1998 e per lo stesso editore, l’opera, anche questa fondamentale, di Cino da Pistoia, Lectura Super Codice. Se volgiamo lo sguardo al prossimo futuro, siamo certi che la stessa Sassoferrato, Fondazioni ed Istituti di credito vorranno contribuire ad incentivare le attività di ricerca attorno all’opera bartoliana, uno dei punti più alti della riflessione giuridica continentale.

Istituto internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato”
Edizioni QattroVenti
2015

Quaderni sentinati

PREMESSA

Nicoletta Severini pubblica ora un nuovo saggio storico, interessante per il tema che affronta, l’assetto territoriale e l’identità della nostra Regione Marche, significativo per l’ampio lavoro di scavo storiografico e per il cospicuo ricorso a fonti e documentazioni assai probanti. La ricerca fornisce fatti, vicende politiche e ragioni storiche che finiscono per sottolineare l’assenza di una vera e propria tradizione regionalista. L’autrice ripercorre le tappe essenziali del lungo cammino di frazionamento dei territori, in una Regione policentrica, caratterizzata da una molteplicità di realtà autonome, con statuti e identità proprie, governi personali, forme di autogoverno e diritti civici chiusi. E non tralascia di osservare che i territori regionali appaiono spesso nel nostro paese come costruzioni artificiose, e dunque enti di incerta definizione. E osserva ancora che lo Stato Pontificio aveva ereditato dal Medioevo la tradizionale divisione in cinque provincie, sancita ufficialmente dalle “Costituzioni egidiane” (Constitutiones Marchiae Anconitanae), redatte a Fano nel 1357. E’ riprova della artificiosità del territorio regionale il fatto che, storicamente, ”lungo la dorsale appenninica, la storia delle Marche sembra confondersi con quella dell’Umbria e degli Abruzzi”. Rimane tuttavia, al di là di tutto e nonostante l’evoluzione e i cambiamenti legati allo sviluppo della civiltà e delle forme di vita, quel carattere dei marchigiani che il Regio Commissario Straordinario Gaspare Finali, subito dopo l’Unità, definiva così: “I marchigiani sono di carattere pacato e gentile, più facilmente si aprono alle passioni benevole che non alle contrarie; docili a chi si è acquistata la loro fiducia; rispettosi dell’autorità, ossequienti al potere. Con i loro pregi e i loro difetti sono meritevoli delle più assidue e amorose cure del Governo del Re”.

Galliano Crinella
Università degli Studi di Urbino Carlo Bo

Istituto internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato”
2018

INTRODUZIONE

L’Istituito internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato”, attento da sempre alla valorizzazione di aspetti significativi della cultura della città e del territorio marchigiano nel quale opera, aggiunge un’ulteriore pubblicazione alla Collana di saggi brevi e di varia cultura “Quaderni sentinati”. Il quaderno raccoglie dodici brevi scritti, già pubblicati oltre un quarto di secolo fa dallo stesso Istituto e non più reperibili. Ne è autore il maestro Renato Ottaviani, la cui competente ed innovativa opera didattica è ancora viva in molti insegnanti della scuola di Sassoferrato. Egli ha lasciato un segno indelebile sia per la sua passione educativa verso gli alunni, sia per la varietà e originalità delle iniziative realizzate anche attraverso laboratori caratterizzati dal saper fare, volte sempre a stimolare la creatività e a far emergere le attitudini e le abilità dei suoi alunni. Gli scritti raccolti in questo piccolo volume ne evidenziano la straordinaria sensibilità storico – letteraria, un raffinato gusto per il bello ed una non usuale arte comunicativa, seppure espressa talvolta con un linguaggio asciutto, quasi giornalistico. Tra i molteplici temi vi è l’esaltazione della natura, del creato, il rispetto per gli animali, un senso di forte religiosità insieme con una ricorrente presenza di pietà popolare a caratterizzare i comportamenti dei suoi personaggi. Dunque, un tuffo nel passato, un breve ma coinvolgente viaggio nelle storie, nelle tradizioni e nelle leggende della Sassoferrato di ieri, in un tempo vissuto più umanamente e, contemporaneamente, un invito a ritrovare la dimensione autentica del vivere comunitario e a recuperare un significato positivo di tanti comportamenti assunti oggi in una società inquieta e complessa. Le storie che ci propone sono le storie di tutti, direi le storie di sempre: illuminano ciò che è stato e contengono i segni, i valori del nostro presente e del nostro futuro.

Ugo Pesciarelli
Sindaco di Sassoferrato

Istituto internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato”
2017

PREMESSA

Oltre ai tradizionali Congressi internazionali di Studi Umanistici, che nel 2016 raggiungeranno la loro XXXVII edizione e i cui Atti sono contenuti in altrettanti volumi dell’ormai classico annuario “Studi Umanistici Piceni”, l’Istituto si avvia a promuovere altre iniziative legate anche alla sua nuova identità. Segnalo la Collana “Studi bartoliani”, in cui sta per essere pubblicato il primo volume, dedicato alla figura di Bartolo, con le relazioni tenute da insigni studiosi in occasione del settimo centenario della nascita. Ad essa si aggiunge la presente Collana di saggi brevi e di varia cultura, “Quaderni sentinati”, che vede la luce con lo studio di un autorevole studioso e docente di geologia per lunghi anni in Atenei italiani, profondamente legato alla nostra terra, quale è Raniero Massoli Novelli: La Valle del Sentino: Aspetti paesaggistici e geomorfologici. La sintetica e ad un tempo puntuale ricognizione attorno alle rilevanze paesaggistiche e geomorfologiche di un territorio che tocca due regioni e tre provincie è corredata da un pregevole supporto fotografico dello stesso Massoli Novelli ed è di agevole lettura. Il quaderno si rivelerà sicuramente un buon strumento di conoscenza per coloro che visiteranno questo lembo delle Marche che in tante forme, dalle sue origini romane, ha contribuito alla crescita culturale e religiosa ben oltre il contesto locale. Per queste ragioni ci sembra che la ricerca di Massoli Novelli si colleghi bene con l’impegno della neonata Associazione Valle del Sentino, che intende promuovere un’azione sinergica, sociale e culturale, rivolta allo sviluppo del territorio che si raccoglie attorno al fiume Sentino. Riteniamo che sia anche una connessione utile in quanto volta a far convergere su un obiettivo comune, in tempi che richiedono innovazione e creatività, iniziative, risorse ed attività promosse con rigore e serietà di intenti in ambiti differenti e vitalmente propositivi della realtà sentinate.

Galliano Crinella
Università degli Studi di Urbino Carlo Bo

Istituto internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato”
2016

Fuori collana

rai – mondo

In questo assoluto di levità creativa s’incarna il principio dell’unicità dell’arte. Poesia ispira, musica sovrintende, tocco del carboncino svela. Ma il prodigio della trinitaria compresenza delle arti in una può inverarsi con naturalità a condizione che ancora risgorghi sorgiva l’innata vocazione del fanciullo che eravamo quando ci aprivamo alla meraviglia del mondo. Così Raimondo Rossi con profetico tocco innocente affronta la difficoltà d’infinito eludendo un narrare che sublima in arcano rievocare. Complice la neve, la sua officiatura del silenzio che alla resa del quotidiano affanno obbliga lentamente. Neve rintuzza i rintocchi del campanile, neve zittisce i ruggiti del reo presente per propiziarci il ritorno all’origine, raccoglimento dell’essere nella placenta materna. Ne è complice la pascoliana zana modulante la nenia sul capo del piccolo orfano, e intanto scorre la sequela di immagini ove orme di nero guizzano a sfumare il bianco incombente sortendo vibrazioni di mistero cosmico. Così tacciono le voci tra cielo e terra in una sorta di liturgia di gesti che apre al sonno del bimbo come anche al miraggio, si dice, dell’assiderato. Pregante la vecchia e precaria ogni casa, quasi caldo fortino occasionale dell’uomo entro il tempo voluto dagli astri, destinato a raccogliere quel che resta di ogni vagito. Renitente respiro, estremo vizio di vita. Fino a predire un dolce francescano morire. La nevicata richiama echi pascoliani, ma anche pucciniani, coevi non casuali i due: poesia musicale e musica poetica vocate insieme a catalizzare la malinconia entro l’incombente modernità intuite nell’atmosfera struggente del loro paesaggio domestico.

Fabio Ciceroni
Scrittore

Istituto internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato”
2022

INTRODUZIONE

Eredità scientifica dell’Istituto internazionale di Studi Piceni
Alla memoria di Sesto Prete e Padre Stefano

Il volume di indicizzazione della rivista Studi Umanistici Piceni, che riassume l’attività dell’Istituto nei suoi vari aspetti (Congressi internazionali, Seminari di alta cultura, edizione critica del Cornu copiae di Niccolò Perotti ed altre publicazioni) durante gli anni dal 1980 al 2016, potrà dare un’idea del monumentum culturale che la città di Sassoferrato (piccola per numero di abitanti, ma grande per l’influenza esercitata sulla cultura internazionale) trasmette in eredità al patrimonio universale grazie all’iniziativa intrapresa da Sesto Prete, per la parte scientifica, proseguita, dopo la sua morte, da Alberto Grilli, poi da Ferruccio Bertini e Galliano Crinella, con il concorso attivo di Cecilia — la figlia di Sesto, in particolare, per la pubblicazione dell’ultimo volume degli Atti — e da Padre Stefano Troiani, per la parte amministrativa e gestionale. Di fatto, grazie a loro, Sassoferrato ha organizzato, durante il periodo dal 1980 — anno del V centenario della morte del grande umanista sentinate Niccolò Perotti — ininterrottamente fino al 2016, ben 37 Congressi internazionali sull’Umanesimo latino, ogni anno con un tema specifico, come ricordato in questo volume, ma con un’ampia apertura a tutto il panorama dell’Umanesimo latino, e con la pubblicazione degli Atti di tutti i congressi nei volumi di Studi Umanistici Piceni. Conseguentemente, Sassoferrato è diventata nel tempo, per così dire, l’occasione per un appuntamento annuale di docenti specialisti dell’Umanesimo latino: a tutt’oggi, non meno di dieci partecipanti ai congressi sassoferratesi sono diventati, in seguito, presidenti dell’International Association for Neo-Latin Studies!

Jean-Louis Charlet
Université di Aix-Marseille

Istituto internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato”
Il Formichiere editore
2022

PREFAZIONE

Non essendo più disponibile, ci accingiamo a dar vita ad una seconda edizione dello studio di Stefano Gatti, Lo zolfo a Cabernardi e Percozzone. Ottantasette anni di storia economico – aziendale e sociale (1837-1960), già edito nel 2011 dal “Centro regionale per la storia dei movimenti sociali cattolici e la Resistenza nelle Marche”, ventinovesimo dei Quaderni di “Marche Contemporanee”, Collana diretta da Padre Stefano Troiani e dal sottoscritto. Il testo esce ora per le edizioni dell’Istituto internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato”, in collaborazione con l’editore folignate “Il Formichiere”. L’Istituto aveva già pubblicato, nel 1993, La miniera di zolfo di Cabernardi-Percozzone, di Bruno Fabbri e Alida Gianti, una ricerca a carattere prevalentemente geologico ma con utili indicazioni sulle attività lavorative, il trattamento del minerale e le tecniche di coltivazione. Della crisi delle attività estrattive della miniera aveva parlato anche lo scrittore sentinate Raul Lunardi, su “Il Mondo” di Mario Pannunzio nell’aprile 1951, con lo scritto La miniera è secca, un bel testo che poi inserimmo nel volume La terra non muore. Sassoferrato nelle immagini fotografiche di Mario Giacomelli, Urbino, 1999. Lo studio di Stefano Gatti, valente ricercatore fabrianese, si apprezzare – ed è una ragione ulteriore della sua riproposta – per l’ampio, rigoroso utilizzo delle fonti e di una chiara documentazione archivistica che supportano una ricostruzione della storica vicenda ben fondata sul piano economico – aziendale e della vita della comunità locale. La miniera di Cabernardi è stata teatro di un’eroica occupazione (28 maggio – 5 luglio 1952) – di cui ricorre quest’anno il settantesimo anniversario – di trecentoquarantatrè operai (“i sepolti vivi”) – che restarono nel sottosuolo come segno di protesta nei confronti dell’all’annunciata chiusura del sito minerario, tra i maggiori d’Italia e d’Europa, da parte della Società Montecatini.

Galliano Crinella
Università degli Studi di Urbino Carlo Bo

Istituto internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato”
Il Formichiere editore
2022

PREMESSA

Questa piccola pubblicazione vuol essere un segno di riconoscenza per Dario Razzi, per la passione, da me condivisa, con cui ha voluto che si tornasse, con nuove indagini, sulla straordinaria opera di Bartolo da Sassoferrato, gloria sentinate e delle Marche. Il 15 ottobre 2020, subito dopo la sua prematura scomparsa, lo ricordavamo così: “Perdiamo un uomo di raffinata cultura giuridica, con una prestigiosa carriera professionale, iniziata al Tribunale di Trento nel ruolo di Sostituto Procuratore della Repubblica, poi di Giudice Istruttore e Collegiale al Tribunale di Ancona e, da ultimo, in qualità di Sostituto Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Perugia. Negli ultimi anni Dario ha dato un contributo di fondamentale rilievo alla valorizzazione dell’imponente figura di Bartolo da Sassoferrato, uno tra i maggiori giuristi occidentali, curandone, con competenza e rigore, presso l’editrice “Il Formichiere”, la traduzione italiana dei Trattati politici sulla tirannide, sulle costituzioni politiche, sui partiti. Era membro attivo ed autorevole del Comitato scientifico dell’Istituto internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato”. Lo ricordiamo con infinita stima e gratitudine”. Seguiremo il suo esempio, lo stile rigoroso di un magistrato integerrimo e di un eccellente studioso per continuare le sue ricerche su Bartolo, che rimarranno come un dono imperituro lasciato alla sua città d’origine.  Ringrazio il Professor Quaglioni, per il suo prezioso ricordo, ed Alvaro Rossi, direttore di “Artefatti”, che ha autorizzato la pubblicazione del saggio di Dario su Bartolo e il problema della tirannide.

Galliano Crinella
Università degli Studi di Urbino Carlo Bo

Istituto internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato”
2021

PREFAZIONE

Ricordo che nella Collana “Quaderni sentinati” avevamo già ospitato un pregevole saggio di Massoli Novelli, La valle del Sentino. Aspetti paesaggistici e geomorfologici, in cui l’autore aveva fornito una sintetica ed efficace ricognizione sulle più importanti rilevanze ambientali di un’area molto estesa, raccolta attorno al fiume Sentino e che si snoda al confine delle regioni di Marche e Umbria. Ambientalista ante litteram, per lunghi anni docente di Geologia nelle Università italiane, Massoli Novelli ha conservato nel tempo un grande amore per la città di Sassoferrato, per le origini familiari e la casa antica, in Piazza S. Pietro, in cui ha trascorso molte sue estati. E così ha voluto ora rendere omaggio ad essa con una serie di saggi brevi che si soffermano, oltre che su ricordi personali ed esperienze vissute, sulle caratteristiche del paesaggio e dell’ambiente sentinate, evidenziate da alcune sue opere fotografiche che rendono più suggestivi i contenuti dei singoli scritti ed occupano un ampio spazio perché Massoli Novelli è anche un bravo fotografo naturalista, e ne dà prova. Nell’insieme, emerge con forza il grande tema del paesaggio geologico ed antropico marchigiano, a riquadri, quasi unico in Italia, prezioso e da proteggere perché a rischio di estinzione. Lo descrive con semplicità e competenza, e ci riporta alle foto di terra e ai paesaggi, rigorosamente in bianco/nero, che Mario Giacomelli ha prodotto per decenni, alle serie: “Presa di coscienza sulla natura”, “Paesaggi marchigiani”, con le quali l’artista di Senigallia ha reso universale la nostra campagna e l’ha impressa nella memoria collettiva. E’ da rilevare qui che Giacomelli era molto legato alla nostra città, alla quale ha dedicato molti scatti, poi raccolti nel volumetto I muri del Borgo. Giacomelli a Sassoferrato.

Galliano Crinella
Università degli Studi di Urbino Carlo Bo

Istituto internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato”
2020

PREMESSA

Raccogliamo qui pensieri, parole e invocazioni a cui Padre Stefano ha dedicato alcuni momenti dei suoi anni più recenti. È la quarta silloge poetica, dopo Invocazioni e lodi (unaluna, 2010), E fu sera e fu mattina (La Luna, 2012), Visioni e mistero (La Luna, 2014). In questa sono sviluppati  e ripresi alcuni temi di quella che Eugenio De Signoribus chiama “poesia creaturale nel senso più letterale della parola”. Il volume, edito dall’Istituto internazionale di studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato”, contiene quarantasette poesie, sette opere fotografiche di Giorgio Cutini, tratte dalla serie “Il mistero della fede”, del 1972, due dediche di Eugenio De Signoribus, la prefazione di Katia Migliori e la postfazione di Alvaro Valentini. Un ringraziamento è dovuto ad Eros De Finis per l’amicizia e la disponibilità che si rivelano, come sempre, di fondamentale importanza per una pubblicazione che nell’insieme ci sembra di pregio, anche per le attenzioni convergenti e le pregevoli collaborazioni di artisti e critici letterari. Padre Stefano ne sarà sicuramente felice.

Galliano Crinella
Università degli Studi di Urbino Carlo Bo

Istituto internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato”
2015

PREMESSA

Pubblicato dall’Istituto internazionale di Studi Piceni alla fine degli anni cinquanta del secolo scorso e non più disponibile, vede ora la luce la seconda edizione del saggio di Tullio Colsalvatico, Lo spirito della terra marchigiana, che ci dà, con estrema leggerezza, un quadro essenziale delle nostre Marche, centrato su rapide e originali annotazioni storiche in cui sono condensate alcune delle più alte espressioni della cultura, di ambienti, città e territori. Un volo libero che restituisce i fermenti imperituri della grande esperienza artistica e spirituale per rappresentare al meglio lo spirito e l’orgoglio dei marchigiani, la loro operosità insieme con le abitudini e il modo di vivere. Viene così ad esaltarsi, all’interno di una realtà varia e differenziata, il senso dell’equilibrio e delle compresenze: la regione del cantore del dolore, Giacomo Leopardi,  e del cantore della gioia, Gioachino Rossini. Lo scritto inaugura autorevolmente la nuova iniziativa editoriale del Premio nazionale Gentile da Fabriano, la Collana di saggi brevi “Riconoscimenti”, nata dall’idea che il riconoscere sia un’operazione culturale significativa ed innovativa. Il saggio dello scrittore tolentinate è corredato da undici pregevoli opere pittoriche di Francesco Garofoli, raffinato artista sassoferratese, venuto a mancare pochi mesi orsono, che si sofferma con tratto elegante e creativo su luoghi del cuore e aspetti del paesaggio marchigiano, terra dei dolci colli e delle armonie inimitabili. Nel suo Viaggio in Italia, Guido Piovene ha scritto: “L’Italia, con i suoi paesaggi, è un distillato del mondo, le Marche dell’Italia”. Le opere di Garofoli ne mostrano bene questa naturale e riconosciuta identità.

Galliano Crinella
Università degli Studi di Urbino Carlo Bo

Premio nazionale Gentile da Fabriano
Istituto internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato”
2015

PREMESSA

Mercoledì 29 giugno 2011, nella sede di Palazzo Oliva a Sassoferrato, si sono aperti i lavori del XXXII Congresso internazionale di Studi Umanistici, che ha avuto, come tema principale: “Pace e guerra nell’Umanesimo e nel Rinascimento in Europa e nelle Marche”. Il Prof. Luigi Lacchè ha introdotto la sessione di studi su Bartolo da Sassoferrato, dedicata al grande giurista, come ideale preannuncio del settimo centenario della nascita, che sarà celebrato nel 2013-2014. Sono stati invitati a partecipare alcuni studiosi di storia del diritto provenienti da Università italiane che nelle loro relazioni hanno sottolineato l’importanza della personalità e delle opere di Bartolo, cogliendone “le straordinarie capacità di scavare nella profondità della littera legis per estrarne la mens et ratio più riposte”. Gli interventi spaziano dalla fortuna di Bartolo in epoca umanistica e nel Cinquecento, all’analisi di alcuni suoi Trattati, in particolare del Liber minoricarum decisionum, delle sue dottrine sul testamento e del suo linguaggio divenuto ormai quello della comunicazione politica. Le tavole in Appendice al volume mostrano la casa che, secondo la tradizione locale, è quella natale di Bartolo a Rave di Venatura e il ritratto del giurista insieme con gli uomini illustri di Sassoferrato, conservato nella Civica Raccolta d’Arte cittadina.

Istituto internazionale di Studi Piceni
2012

PREMESSA

Vittorio Merolli si fece mecenate di importanti opere che ancora oggi possiamo ammirare a Sassoferrato e forse anche nei pressi di Roma. A Sassoferrato, ebbero in Merolli un munifico committente la chiesa di Santa Maria del Ponte del Piano e l’ex Convento dei Padri Carmelitani Scalzi con la Chiesa di Santa Teresa d’Avila. Sappiamo che il nome dell’archiatra compare nel catalogo della mostra su Giovanni Francesco Guerrieri, allestita nel 1997 a Fossombrone, luogo di nascita del pittore. Merolli era stato oggetto di studio in quella occasione espositiva in quanto committente del Guerrieri, nel 1614, per la decorazione della propria cappella, dedicata a San Nicola da Tolentino (attualmente quarta cappella a destra dall’ingresso centrale), proprio nella chiesa sassoferratese di Santa Maria del Ponte del Piano, Chiesa della quale, insieme all’annesso convento dei Frati Agostiniani della Marca, era stato nominato in quegli anni commendatario. La costruzione del Convento (o meglio il suo completamento) da parte degli Agostiniani risaliva agli ultimi anni del Trecento. Annessa al Convento era allora una “vasta cappella” utilizzata per le celebrazioni, una sorta di “oratorio privato” destinato a divenire l’abside dell’attuale Chiesa di Santa Maria. Cominciarono poi, via via, ad essere innalzate, accanto alla primitiva, delle cappelle private, utilizzate per la sepoltura dei nobili.

Nicoletta Severini

Istituto internazionale di Studi Piceni
2011

PREMESSA

Ho ritenuto opportuno approfondire lo studio di questo giurista per la sua origine marchigiana, per la straordinaria fecondità della sua produzione, per il fatto che ha dato nome ad un’epoca di storia del pensiero giuridico, per l’attualità della sua fama. Il mio lavoro è limitato all’esame di una piccola parte della sua opera. Ma non poche sono state le difficoltà incontrate. La lettura dei Consilia è ostacolata dalle continue abbreviazioni, non sempre facilmente intellegibili, dalla consuetudine di riferirsi continuamente al Corpus Iuris Civilis di Giustiniano, citando i frammenti con le parole iniziali del frammento stesso o delle leggi. Spesso i consigli di Bartolo trattano questioni attinenti al mondo della Chiesa. Egli aveva una naturale inclinazione e simpatia verso gli ordini religiosi, in particolare nei confronti dei frati minori, verso i quali mostrò sempre gratitudine per la prima educazione ricevuta da loro, in particolare da Fra’ Pietro d’Assisi. Nel cercare di fornire un’immagine di Bartolo nel pieno svolgimento della sua attività di consulente legale, devo osservare che tale obiettivo si è rivelato complesso per la vastità del tema insieme con la castità dei testi cui fare riferimento.

Mariastella Diociaiuti

Istituto internazionale di Studi Piceni – Biblioteca Comunale
2004